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| Inquadramento territoriale _ Pescara, Abruzzo |
“La Città”- Natura, colore e recupero dei materiali: la rinascita del Carcere di Pescara
Progetto di reinserimento sociale dei detenuti
“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità
e devono tendere alla rieducazione del condannato”
Art. 27, comma III della Costituzione della Repubblica Italiana – 27 dicembre 1947
STORIA
Abbiamo intrapreso questo percorso insieme all'associazione Voci di Dentro Onlus nel 2015.
Abbiamo intrapreso questo percorso insieme all'associazione Voci di Dentro Onlus nel 2015.
Il progetto si è basato, in primis, sul prestare ascolto alle voci, ai desideri ed alle esigenze di chi cerca di recuperare agli errori commessi e aspetta un’occasione per dimostrare il cambiamento a cui si sta faticosamente rieducando. I detenuti coinvolti nei primi laboratori di partecipazione hanno espresso il sogno di dare spazio ad un loro preciso obiettivo: una città nel carcere. Un dentro che potesse apparire un fuori, un luogo se non vero, almeno verosimile dove poter dialogare su una panchina, passeggiare lungo un corso fatto di colore, natura e veri materiali da poter toccare in quel mondo fatto di chiavi, barriere, porte e sbarre.
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| Planimetria d'intervento _ Il corridoio |
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| Visione d'insieme _ Parete d'ingresso alle aule tematiche |
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| Visione d'insieme _ Parete con le attrezzature sociali |
DATI
Tutti i dati sulla detenzione carceraria raccontano una storia ben diversa da quanto enunciato dalla Legge fondamentale del nostro Stato: il tasso di affollamento delle prigioni è superiore al 113,2%, e lo spazio pro capite ben al disotto dei 3 mq previsti. L'edilizia penitenziaria è stata soggetta al restringimento degli spazi di movimento e alla riduzione della luce naturale, costringendo il detenuto a perdere anche la minima forma di libertà personale. Se l'architettura è stata una componente della strategia del controllo è arrivato il momento di operare nella direzione del recupero e del reinserimento sociale dei detenuti percorrendo la virtuosa strada della bellezza e della qualità degli spazi.
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| Particolare _ Il corridoio e i giochi di luce |
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| Particolare _ Seduta |
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| Particolare _ Seduta con tavolo |
IL PROGETTO
L'area di intervento corrisponde ad un'ala del carcere di San Donato composta da un corridoio lungo circa 40m e largo 2,5m sul quale si affacciano diverse stanze disposte a pettine. Erano già presenti la sede della redazione del giornale ''Voci di Dentro'', un'aula studio, una biblioteca ed una stanza filatelica. Lavorando attivamente con i detenuti abbiamo realizzato una sartoria ed una vasta area multidisciplinare diventata il fulcro delle attività di formazione ed informazione di tutto l'Istituto. Si è così raggiunto l'obiettivo di ridefinire gli spazi dedicati al lavoro, alla creatività alla formazione e soprattutto alla socialità dei detenuti. Ad ogni stanza è stato abbinato un colore dai toni distensivi e che richiamasse la natura. E visto che nelle città i negozi e le botteghe si affacciano sulle strade attraverso le vetrine, abbiamo portato il colore fuori dalle stanze trasformando il corridoio in un Corso.![]() |
| WIP _ Il corridoio e il colore |
Le fasce di colore si rincorrono e avviluppano sulle pareti creando un vortice dinamico e scandendo
lo spazio come in una realtà cittadina. In corrispondenza di ogni ingresso abbiamo pensato un arredo
sociale utile all'attività effettivamente ospitata nella stanza corrispondente. I materiali utilizzati sono
stati riciclati in gran parte nei cantieri della ricostruzione della città di L'Aquila secondo una pratica
che contraddistingue l'azione di VIVIAMOLAq sin dal principio, le attrezzature condizionate dalle
policy di sicurezza carceraria.
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| WIP _ Il corridoio, le attrezzature sociali |
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| WIP _ Il corridoio, le attrezzature sociali |
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| WIP _ Le stanze, le attrezzature tematiche |
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IL LABORATORIO
Il Laboratorio di Partecipazione è stato dinamico, dal costo contenuto, gestito dagli stessi detenuti e realizzato in autocostruzione senza generare problemi di sicurezza. In una parola: replicabile.
Il Laboratorio di Partecipazione è stato dinamico, dal costo contenuto, gestito dagli stessi detenuti e realizzato in autocostruzione senza generare problemi di sicurezza. In una parola: replicabile.
Le premesse scientifiche alla base della volontà di dare vita all'esperienza rieducativa hanno centrato l'attenzione sulle componenti fisiche e psicologiche legate all'ambiente. La convinzione che da una equilibrata gestione dello spazio sociale possano derivare benefici a livello di benessere personale ha mosso gran parte delle azione del Laboratorio perchè:
- un ambiente percepito come sgradevole comporta indirettamente il peggioramento del comportamento individuale e collettivo
- l'affollamento contribuisce ad una sensazione di tensione e all'aumento della pressione sanguigna. Utilizzando colori quali blu, viola e verde si può influenzare la respirazione generando un effetto calmante
- stanze che hanno la vista su un paesaggio naturale consentono una riabilitazione più veloce, la privazione di luce può sviluppare reazioni depressive
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| WIP _ Assemblaggio materiali |
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| WIP _ Prove in opera |
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| WIP _ Lavorazione del legno |
In una società che, anche a causa di obiettivi problemi di logistica urbana ed economica, confina gli Istituti di detenzione ai margini della società, lasciando spesso i detenuti inermi rispetto al processo di recupero ed integrazione ideale, il progetto La Città centra l'ambizioso obiettivo di far entrare la società esterna nel carcere in un mix di colori e storie di vita quotidiana.























